Achille Starace
militare, politico e dirigente sportivo italiano (1889-1945)
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Punti chiave
- Achille Starace (Sannicola, 18 agosto 1889 – Milano, 29 aprile 1945) è stato un generale, politico e dirigente sportivo italiano.
- Condannato a morte dopo un processo alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, fu fucilato dai partigiani e appeso a piazzale Loreto a Milano, insieme ai corpi di Mussolini e Claretta Petacci.
- Suo padre, Luigi, era il discendente di una storica famiglia di armatori napoletani, di Castellammare di Stabia, trapiantati a Gallipoli, nei cui cantieri prese vita la nave scuola Amerigo Vespucci.
- Il padre possedeva un palazzo in via canonico Carmine Fontò a Gallipoli e una villa a Sannicola detta Villa Excelsa dal tipo di palma presente nel parco, oltre a svariati ettari di terreno.
- Torace e muscoli d'acciaio, li vinceva tutti nella corsa intorno ai bastioni, era chiamato il "pieveloce", li batteva nella lotta e nel braccio di ferro.
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Source summary
WikipediaAchille Starace (Sannicola, 18 agosto 1889 – Milano, 29 aprile 1945) è stato un generale, politico e dirigente sportivo italiano. Fu per otto anni (dal 1931 al 1939) segretario del Partito Nazionale Fascista, presidente del Comitato olimpico nazionale italiano, commissario straordinario della Lega navale italiana, luogotenente generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Condannato a morte dopo un processo alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, fu fucilato dai partigiani e appeso a piazzale Loreto a Milano, insieme ai corpi di Mussolini e Claretta Petacci.
Nacque a Sannicola (LE). Suo padre, Luigi, era il discendente di una storica famiglia di armatori napoletani, di Castellammare di Stabia, trapiantati a Gallipoli, nei cui cantieri prese vita la nave scuola Amerigo Vespucci. Sua madre era la baronessa Francesca Vetromile di Palmireto, proprietaria terriera. Il padre possedeva un palazzo in via canonico Carmine Fontò a Gallipoli e una villa a Sannicola detta Villa Excelsa dal tipo di palma presente nel parco, oltre a svariati ettari di terreno. Nella biografia di Starace, Antonio Spinosa scrisse: "Bastava un fischio per raccogliere intorno a sé, sul sagrato della cattedrale barocca di Sant'Agata, una masnada di ragazzacci pronti a menar le mani. Torace e muscoli d'acciaio, li vinceva tutti nella corsa intorno ai bastioni, era chiamato il "pieveloce", li batteva nella lotta e nel braccio di ferro. Era un discolo che amava più la strada e il mare che le ombrose stanze del palazzo paterno di via Fontò o i banchi della scuola. Buttava i libri in un angolo della sua cameretta, lasciava il ginnasio per la ginnastica, cui si dedicava con tutta l'anima." Rinunciò agli studi a Venezia per intraprendere la carriera militare, raggiungendo in breve il grado di sottotenente.
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