Delitto di via Carlo Poma
caso di omicidio avvenuto a Roma nel 1990
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Punti chiave
- Il delitto di via Poma è un caso di omicidio che vide vittima la ventenne Simonetta Cesaroni nel pomeriggio di martedì 7 agosto 1990.
- 2 nel quartiere Della Vittoria a Roma.
- Varie inchieste e piste investigative hanno messo sotto accusa diverse persone nel corso degli anni, tutte scagionate dalle accuse.
- Il caso attirò un grande interesse dell'opinione pubblica e a esso sono stati dedicati libri, numerose trasmissioni televisive di approfondimento e, nel 2011, un lungometraggio televisivo.
- Oltre all'identità dell'assassino, non si è mai avuta certezza del movente, dell'arma del delitto, dei presenti nel comprensorio di via Poma quel giorno e neppure dell'ora della morte della vittima.
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Source summary
WikipediaIl delitto di via Poma è un caso di omicidio che vide vittima la ventenne Simonetta Cesaroni nel pomeriggio di martedì 7 agosto 1990. Il delitto avvenne in un appartamento al terzo piano del complesso residenziale di via Carlo Poma n. 2 nel quartiere Della Vittoria a Roma. Il caso non è stato mai risolto in trentasei anni di indagini.
Varie inchieste e piste investigative hanno messo sotto accusa diverse persone nel corso degli anni, tutte scagionate dalle accuse. Dapprima Pietrino Vanacore (1932-2010), dal 1986 al 1995 portiere dello stabile dove avvenne l'omicidio, poi Salvatore Volponi (1943), datore di lavoro della vittima, poi Federico Valle (1972), il cui nonno Cesare Valle (1902-2000), progettista del complesso, risiedeva nello stabile, poi Raniero Busco (1965), fidanzato della vittima, poi Francesco Caracciolo di Sarno (1940-2016), presidente dell'A.I.G. - Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, e infine Mario Vanacore (1961), figlio del portiere Pietrino Vanacore..
Il caso attirò un grande interesse dell'opinione pubblica e a esso sono stati dedicati libri, numerose trasmissioni televisive di approfondimento e, nel 2011, un lungometraggio televisivo. Appare nell'immaginario collettivo come un caso per troppi anni segnato da errori gravi che hanno compromesso le indagini, impedendo di scoprire l'autore del delitto. Oltre all'identità dell'assassino, non si è mai avuta certezza del movente, dell'arma del delitto, dei presenti nel comprensorio di via Poma quel giorno e neppure dell'ora della morte della vittima. Si sarebbero dovuti approfondire alcuni immediati elementi oggettivi: non era chiaro infatti se si trattasse di un delitto passionale, attuato da qualcuno che Simonetta conosceva bene, oppure di un delitto casuale, commesso per ragioni istintive da qualcuno che la vittima non conosceva.
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