Fleur Jaeggy
scrittrice svizzera (1940-)
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Punti chiave
- Fleur Jaeggy (Zurigo, 31 luglio 1940) è una scrittrice, traduttrice, paroliera, ex modella, drammaturga ed editrice svizzera naturalizzata italiana.
- Con I beati anni del castigo , vince il premio Bagutta 1990.
- Traduce Marcel Schwob, Thomas de Quincey, Robert Schumann e scrive su John Keats e Robert Walser.
- Ha scritto inoltre per il teatro Un tram che si chiama Tallulah, presentato nel 1975 al Festival dei Due Mondi di Spoleto (per la regia di Giorgio Marini) e nel 1984 a Lugano al Teatro La Maschera, per la regia di Alberto Canetta.
- Nel 2014 pubblica la raccolta di racconti Sono il fratello di XX , con la quale vince nel 2015 il Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
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Source summary
WikipediaFleur Jaeggy (Zurigo, 31 luglio 1940) è una scrittrice, traduttrice, paroliera, ex modella, drammaturga ed editrice svizzera naturalizzata italiana.
Dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza in vari collegi svizzeri, e dopo una breve carriera di fotomodella, negli anni sessanta si trasferisce a Roma, dove diventa intima amica della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann e conosce alcuni tra i maggiori scrittori dell'epoca, come Thomas Bernhard. Dal 1968 vive a Milano, dove inizia la sua collaborazione con la casa editrice Adelphi. Con I beati anni del castigo, vince il premio Bagutta 1990. All'attività di narratrice affianca quella di traduttrice e saggista. Traduce Marcel Schwob, Thomas de Quincey, Robert Schumann e scrive su John Keats e Robert Walser. I suoi libri sono tradotti in diciotto lingue.
Ha scritto inoltre per il teatro Un tram che si chiama Tallulah, presentato nel 1975 al Festival dei Due Mondi di Spoleto (per la regia di Giorgio Marini) e nel 1984 a Lugano al Teatro La Maschera, per la regia di Alberto Canetta. Proleterka è stato scelto libro dell'anno nel 2003 dal Times Literary Supplement. Nel 2014 pubblica la raccolta di racconti Sono il fratello di XX, con la quale vince nel 2015 il Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
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