Incidenti mortali di Formula 1
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Punti chiave
- Qui di seguito vengono riportati tutti gli incidenti mortali di Formula 1 .
- Piloti Considerazioni storico-statistiche Dei quarantaquattro piloti di Formula 1 morti, trentadue hanno perso la vita in conseguenza di incidenti capitati nei fine settimana di campionato, quattro in quelli delle gare non titolate e otto nello svolgimento di test privati.
- Il britannico Cameron Earl, morto il 18 giugno 1952 durante un test drive a Nuneaton, nel Warwickshire, fu la prima vittima di un'auto di Formula 1.
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WikipediaQui di seguito vengono riportati tutti gli incidenti mortali di Formula 1. Sono citati i piloti deceduti a seguito di incidenti occorsi mentre erano alla guida di una vettura di Formula 1 e gli addetti di percorso rimasti vittime di episodi accaduti nelle gare o nei test di Formula 1 in cui stavano prestando servizio.
Dei quarantaquattro piloti di Formula 1 morti, trentadue hanno perso la vita in conseguenza di incidenti capitati nei fine settimana di campionato, quattro in quelli delle gare non titolate e otto nello svolgimento di test privati. Alla fine della stagione 2025 l'indice di mortalità dei Gran Premi validi per il titolo mondiale, 1 149 in totale (comprese le undici edizioni della 500 Miglia di Indianapolis disputate dal 1950 al 1960 che da sole furono teatro di ben otto decessi), è dello 0,0279.
Il britannico Cameron Earl, morto il 18 giugno 1952 durante un test drive a Nuneaton, nel Warwickshire, fu la prima vittima di un'auto di Formula 1. Sedici piloti sono morti negli anni 1950, undici negli anni 1960, dieci negli anni 1970 – tra i quali l'austriaco Jochen Rindt nel 1970, unico campione del mondo postumo poiché deceduto nelle qualifiche del Gran Premio d'Italia a Monza –, quattro negli anni 1980, due negli anni 1990 e uno negli anni 2010. Undici di loro erano statunitensi, dieci britannici, sette italiani, quattro francesi, tre austriaci e uno per Belgio, Argentina, Germania, Messico, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Canada e Brasile.
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