Lidia Poët
avvocata italiana (1855-1949)
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Punti chiave
- Lidia Poët (Perrero, 26 agosto 1855 – Diano Marina, 25 febbraio 1949) è stata un'avvocata italiana, la prima donna a entrare nell'Ordine degli avvocati in Italia.
- Partecipò attivamente alla realizzazione del programma del primo congresso delle donne italiane tenutosi a Roma nel 1908.
- Trascorse l'infanzia a Traverse di Perrero, nella Valle Germanasca in provincia di Torino, dove era nata in un'agiata famiglia valdese.
- Frequentò il "Collegio delle Signorine di Bonneville" ad Aubonne, cittadina svizzera sul lago Lemano e, nel 1871, conseguì la patente di Maestra Superiore Normale e tre anni dopo quella di Maestra di inglese, tedesco e francese.
- L'anno successivo si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Torino, dopo aver abbandonato la facoltà di Medicina.
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Source summary
WikipediaLidia Poët (Perrero, 26 agosto 1855 – Diano Marina, 25 febbraio 1949) è stata un'avvocata italiana, la prima donna a entrare nell'Ordine degli avvocati in Italia. Rese importanti contributi per la realizzazione dell'attuale diritto penitenziario. Partecipò attivamente alla realizzazione del programma del primo congresso delle donne italiane tenutosi a Roma nel 1908.
Era la figlia di Giovanni Pietro Poët, sindaco del paese per quasi trent'anni, e Marianna Richard, nata in una famiglia di ricchi proprietari terrieri.
Trascorse l'infanzia a Traverse di Perrero, nella Valle Germanasca in provincia di Torino, dove era nata in un'agiata famiglia valdese. Adolescente, si trasferì con la famiglia a Pinerolo (sempre in provincia di Torino) dove già risiedeva il fratello maggiore Giovanni Enrico, titolare di uno studio legale avviato. Frequentò il "Collegio delle Signorine di Bonneville" ad Aubonne, cittadina svizzera sul lago Lemano e, nel 1871, conseguì la patente di Maestra Superiore Normale e tre anni dopo quella di Maestra di inglese, tedesco e francese. Tornata a Pinerolo, ormai orfana, chiese di poter proseguire gli studi e nel 1877 conseguì la licenza liceale, presso il liceo Giovanni Battista Beccaria di Mondovì. L'anno successivo si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Torino, dopo aver abbandonato la facoltà di Medicina.
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