Terremoto dell'Irpinia e del Vulture del 1930
terremoto del luglio 1930 nell'Italia meridionale
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Punti chiave
- Il terremoto dell'Irpinia e del Vulture del 1930 fu un sisma di magnitudo momento 6,7 (X grado della scala Mercalli) che si verificò il 23 luglio 1930 con epicentro in Irpinia, tra Lacedonia e Bisaccia.
- 404 persone prevalentemente nelle province di Avellino e Potenza, interessando oltre 50 comuni di 7 province.
- Le famiglie di ceto più elevato risiedevano in case di due o tre vani anche su due piani.
- Comuni colpiti I comuni più colpiti, dove crollò il 70% degli edifici, furono Aquilonia e Lacedonia.
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Source summary
WikipediaIl terremoto dell'Irpinia e del Vulture del 1930 fu un sisma di magnitudo momento 6,7 (X grado della scala Mercalli) che si verificò il 23 luglio 1930 con epicentro in Irpinia, tra Lacedonia e Bisaccia. Il terremoto prese anche il nome dal monte Vulture, alle cui pendici si verificarono ingenti danni, e comunque colpì diffusamente la Basilicata, la Campania e la Puglia, provocando i suoi massimi effetti distruttivi nell'area appenninica compresa fra le province di Potenza, Matera, Avellino, Benevento e Foggia. Il terremoto causò la morte di 1.404 persone prevalentemente nelle province di Avellino e Potenza, interessando oltre 50 comuni di 7 province.
Il sisma fu aggravato dalla scarsa qualità dei materiali usati per le costruzioni e dalle scadenti caratteristiche dei terreni su cui sorgevano gli abitati. Il terremoto colpì l'area montuosa al confine fra l'Irpinia e il Vulture-Melfese, caratterizzata all'epoca da un'agricoltura povera e da scarse infrastrutture, con abitazioni di un solo vano a pian terreno, poste talvolta al di sotto del livello stradale e a cui si accedeva per mezzo di gradini in pietra. Le famiglie di ceto più elevato risiedevano in case di due o tre vani anche su due piani. Entrambe le tipologie abitative erano, generalmente, costruite con ciottoli fluviali o con pietre vulcaniche legate da malte di bassa qualità o da fango essiccato.
I comuni più colpiti, dove crollò il 70% degli edifici, furono Aquilonia e Lacedonia. Di seguito le province più danneggiate:
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