Esodo giuliano-dalmata
emigrazione forzata degli italiani da Venezia Giulia, Istria, Quarnaro e Dalmazia
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Perché è di tendenza
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Punti chiave
- Si stima che i giuliani (in particolare istriani e fiumani) e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250.
- Nell'esilio furono coinvolti tutti i territori ceduti dall'Italia alla Jugoslavia con il trattato di Parigi e anche la Dalmazia, dove vivevano i dalmati italiani.
- I massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata sono ricordati dal Giorno del ricordo, solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno.
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Source summary
WikipediaL'esodo giuliano-dalmata, noto anche come istriano o giuliano-dalmata-istriano, è un evento storico consistito nell'emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di nazionalità e di lingua italiana dalla Venezia Giulia (comprendente parte del Friuli Orientale, l'Istria e il Quarnaro) e dalla Dalmazia, nonché di un consistente numero di cittadini italiani (o che lo erano stati fino poco prima) di nazionalità mista, slovena e croata, che si verificò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale (1945) e nel decennio successivo. Si stima che i giuliani (in particolare istriani e fiumani) e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250.000 e le 350.000 persone.
Il fenomeno, seguente agli eccidi noti come massacri delle foibe, coinvolse in generale tutti coloro che diffidavano del nuovo governo jugoslavo comunista di Josip Broz Tito e fu particolarmente rilevante in Istria e nel Quarnaro, dove si svuotarono dei propri abitanti interi villaggi e cittadine. Nell'esilio furono coinvolti tutti i territori ceduti dall'Italia alla Jugoslavia con il trattato di Parigi e anche la Dalmazia, dove vivevano i dalmati italiani.
L'esodo divise lo schieramento politico italiano. Ciò si rifletté nell'accoglienza riservata agli esuli in Italia, segnata da iniziative di solidarietà e da episodi di ostilità: il Partito Comunista Italiano assunse spesso posizioni ostili o ambigue verso gli esuli, mentre lo Stato guidato dal governo De Gasperi, la Chiesa cattolica e iniziative private garantirono assistenza e sostegno materiale ai profughi.
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