Giuseppe Prisco
avvocato e dirigente sportivo italiano (1921-2001)
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Punti chiave
- Giuseppe Prisco , detto Peppino (Milano, 10 dicembre 1921 – Milano, 12 dicembre 2001), è stato un avvocato e dirigente sportivo italiano, noto anche per essere stato vicepresidente dell'Inter dal 1963 al 2001.
- I suoi genitori avevano già avuto Ernesto, fratello maggiore morto però a soli tre mesi di vita.
- Studente dell'Università degli Studi di Milano e capitano della squadra di calcio universitaria, dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1944, il 10 maggio 1946 si iscrive all'albo degli avvocati.
- È stato uno dei più noti penalisti, principe del Foro di Milano, per anni è stato presidente dell'Ordine degli Avvocati milanese.
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Source summary
WikipediaGiuseppe Prisco, detto Peppino (Milano, 10 dicembre 1921 – Milano, 12 dicembre 2001), è stato un avvocato e dirigente sportivo italiano, noto anche per essere stato vicepresidente dell'Inter dal 1963 al 2001.
Nacque in corso Buenos Aires 66 da Luigi Prisco, campano di Torre Annunziata che lavorava da avvocato a Milano, e da sua moglie Alda, milanese. I suoi genitori avevano già avuto Ernesto, fratello maggiore morto però a soli tre mesi di vita. Si arruolò negli alpini a 18 anni partecipando alla campagna italiana di Russia come tenente nel Battaglione "L'Aquila" del 9º Reggimento alpini 143ª Compagnia, inquadrato nella Divisione Julia, e guadagnando una medaglia d'argento al valor militare: nel suo battaglione, di 159 alpini rientrati, lui era uno dei soli tre ufficiali superstiti. Dalla fine della guerra in poi, non si perderà più una singola adunata delle penne nere.
Studente dell'Università degli Studi di Milano e capitano della squadra di calcio universitaria, dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1944, il 10 maggio 1946 si iscrive all'albo degli avvocati. Il 10 novembre 1948 nella chiesa di Santa Francesca Romana ha sposato Maria Irene De Vecchi, detta Lalla, da cui ha avuto due figli: Luigi Maria (1954) e Anna Maria (1960). È stato uno dei più noti penalisti, principe del Foro di Milano, per anni è stato presidente dell'Ordine degli Avvocati milanese. Dal 1980 al 1982 è stato consigliere dell'istituto di credito Banco Ambrosiano Veneto, per il cui scandalo fu condannato ad 8 anni di reclusione in primo grado, per essere successivamente assolto in Appello.
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